Imprenditoria femminile: Lagooneyes, l’occhiale di Venezia.

Abbiamo intervistato Luisa De Bin imprenditrice Veneta che ci presenta un nuovo modello di occhiali. Un esempio interessante di imprenditoria femminile.

30/11/2016

“Mi chiamo Maria Luisa De Bin e sono nata a Pieve di Cadore”.


Inizia così l’intervista ad una donna semplice, concreta e solare che ha saputo regalarci un bellissimo esempio di imprenditoria femminile.


“Ho frequentato la scuola di ottica e optometria a Pieve di Cadore. I miei hanno suggerito lo stesso percorso a me e a mio fratello. Lui aprì un negozio di ottica, ancora attivo, mentre io lavorai per anni con lui, arricchendo il mio bagaglio professionale e personale, ma non sentendomi mai di fare il passo di condividere la società: qualcosa mi diceva che non sarebbe stata la strada giusta. Non smetteva di prendere forma dentro di me un desiderio, un qualcosa che mi diceva che c’era ancora molto in serbo ad aspettarmi.
La svolta arrivò una mattina. Intenta a leggere il giornale, mi colpì la promozione di un bando di Confartigianato, dedicato alle future donne imprenditrici… In brevissimo, decisi di trasferirmi a Venezia, cercai la giusta location per l’apertura della mia nuova attività di ottico, e mi lanciai con un negozio grande! Accattivante! Ma soprattutto con tanti sogni.
Varie vicissitudini, però, mi obbligarono a ridimensionarmi”.


lagooneyes5


Luisa continua a raccontare il suo percorso. Nel suo rivelarsi, rimango colpita dall’incredibile caparbietà con la quale ha sempre affrontato anche le difficoltà, riuscendole a trasformare perfino in opportunità.


“In quegli anni da imprenditrice dovetti affrontare parecchie problematiche: anche se piccolo ottico, davo fastidio ad alcuni “grandi” della zona. Fu lì che pensai: e perché non produrre in proprio occhiali di ottima qualità, ma a prezzo competitivo? Detto. Fatto. E quell’iniziativa mi regalò introiti inaspettati. Ricordo anche un particolare periodo a Venezia in cui l’acqua alta mi disturbò come non mai. Decisi di vendere nel mio piccolo negozio di ottica tanti stivali di tante taglie. Anche in questo caso, la mia naturale propensione al positivo mi indicò l’idea giusta… Quando le soluzioni in apparenza non ci sono, le creo io!”


La ascolto rapita da un punto di vista capace di aprire la strada alle “possibilità”, quelle che tanti di noi stentano a vedere.


“Nonostante la mia esperienza da imprenditrice, ancora sentivo di non aver trovato la mia strada. Fu proprio nell’estate del 2013 che arrivò quell’idea che forse, senza saperlo, avevo inseguito da tutta la vita.
Quella notte fu magia. Perché non creare un occhiale veneziano?
Presi la carta, la matita, e iniziai a scrivere veloce, inseguendo quello schizzo che prendeva forma nella mia mente e poi tra le mie dita. Quella notte nacque il progetto Lagooneyes.


imprenditoria femminile occhiali

Lagooneyes è un occhiale da vista o da sole che parla! Che è vivo, perché è come se si muovesse anche quando rimane fermo. Le sue aste, infatti, rappresentano il ferro della gondola (o dolfin), simbolo per eccellenza di Venezia, che nel fluttuare delle acque si muove di un moto perpetuo. Definirei Lagooneyes un occhiale vitale! Quando lo indossi puoi anche essere nell’ultimo pezzo di terra di questo mondo, ma tutti sapranno ciò che rappresenti.”


Maria Luisa iniziò quindi a lavorare al suo progetto, credendoci ogni giorno di più. Non fu semplice portarlo a termine date le difficoltà tecniche, dovute alla mancanza di competenze specifiche.


occhiali lagooneyes

“Devo dire che nella vita ci vuole anche un po’ di fortuna, e quella arrivò: grazie all’incontro con Paolo Beraldo, scultore con pregresse capacità tecniche, e soprattutto un istintivo come me. Prese a cuore il mio progetto e… mi aiutò a portarlo a termine, supplendo alle mie mancanze.

Finalmente quello schizzo tracciato in un foglietto qualunque, una notte di estate, è diventato realtà. Lagooneyes è qui tra le mie mani. Posso finalmente dire di avere lasciato al mondo la mia piccola opera d’arte. Il tempo farà il resto. L’importante è continuare a pensare: ce la posso fare!”

 

Maria Luisa De Bin

Intervista a cura di Giorgia Frasson
Lagooneyes
debinmarialuisa@gmail.com

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